All posts tagged: letteratura

Promised Land: Gus Van Sant, Dave Eggers e Wendell Berry

Arriva un momento, nella vita di tutti, in cui si presenta dal nulla un legame incredibile con quello che hai sempre maledetto. Un oggetto, una casa, un città. Il sentimento si rafforza giorno dopo giorno e la realtà cambia drasticamente. Si avvia una lotta continua nel segno del giusto riconoscimento, affidando un valore sempre rincorso da quella bicicletta che hai odiato sin da quando eri bambino perché non aveva il cambio Shimano. Pur essendo in uno stato decadente, prende il via un processo di rivalutazione, con tanto di cura nei particolari. Rivernici il telaio, cambi le ruote e sistemi un nuovo impianto frenante. Quella che vedi davanti ai tuoi occhi è la bicicletta che era di tuo nonno finalmente messa in sesto. È rimasta abbandonata per un sacco di anni, poi è scattato qualcosa. Nella tua mente si ripropongono le parole a cui non avevi mai dato ascolto, fino al giorno in cui hai capito che quella bicicletta era minacciata da qualcosa di inaspettato. Ti è bastato vederla lì posata sul muro della cantina per …

Let’s call the whole thing translation — Intervista a Marco Rossari

Quando leggete (un libro a caso) La Certosa di Parma e riflettete sulla storia, sulla forza dei personaggi, sulle loro azioni e parole, chi state davvero giudicando? Sono ormai sette anni che studio teorie di traduzione e da poco ho cominciato a metterle in pratica, riscontrandole nei testi che umilmente traduco. Tra le diverse pippe mentali che mi faccio dato il mio interesse per la traduzione — e come me tanti altri che se ne occupano — penso ai meriti, alle colpe, allo scrittore, al traduttore, all’editore e a tante altre spinose faccende. Insomma, mi pongo un sacco di problemi, sbattendo poi il muso sempre contro il solito muro: posso ancora accettare il binomio traduttore-traditore? Chi bisogna preservare nella traduzione? E’ giusto che un contesto culturale venga lasciato nel suo involucro o il traduttore italiano può permettersi il lusso di tradurre lo slang americano col dialetto romano? Io la metto sul piano della libertà e i puristi sicuramente storceranno il naso, facendosi difensori della fazione “parola per parola”. Ma esiste davvero un modo giusto per tradurre? Di tutti questi miei personalissimi quesiti …

Paolo Cognetti e il magnifico star fermi

Ci sono momenti in cui la disperazione prende il sopravvento. Vivere un disagio disorienta chi non riesce a venirne a capo, e quando ormai ci si vede di spalle al muro non resta che alzare la bandiera bianca. Al contrario di coloro che si arrendono di fronte alle difficoltà, qualcuno invece decide di affrontare il problema prendendolo di petto, vincendo le proprie paure una volta entrati in gioco. Non battono mai in ritirata, e se non dovessero riuscire nell’impresa decidono di restare attraccati ad uno di quei moli che più marci non esistono. Con tutte le buone volontà del caso si sceglie di convivere con il problema, imparando a conoscerlo nei minimi dettagli, senza mai coglierlo alla sprovvista. Leggendo i racconti di Paolo Cognetti contenuti in Manuale per giovani ragazze di successo, pubblicato da Minimum Fax, si può notare come l’indifferenza alla disperazione regna sovrana. Non c’è una vera e propria risposta ad essa. Nessuno di loro vive la propria vita all’insegna del cambiamento. Anzi, quel poco che percepiamo è figlio di una scelta ben ponderata già in precedenza. …

L’avanzata del racconto

In Italia il racconto, inteso come genere letterario, ha qualche difficoltà a venir fuori dalle zone di penombra in cui risiede. Su di esso si sprecano sempre le solite parole: “non attira”, “è il risultato di uno sforzo minore dell’autore”, “è troppo sintetico”, “non mi piace la forma breve, la detesto”. Queste sono solo alcune delle frasi che si sentono dire — che compaiono sulle bacheche dei vari social network — in merito alla forma espressiva attraverso cui, ad esempio, Raymond Carver ha costruito la sua immensa opera — evitando di dimenticare l’altro suo mezzo, la poesia. Oltre i confini del nostro mercato editoriale, il racconto trova sempre la strada spianata. Gli esempi statunitensi avvalorano questo dato che si cerca insistentemente di eguagliare — senza contare che è la lettura, intesa come intrattenimento, a navigare in cattive acque. Le raccolte invadono gli scaffali delle librerie per poi sistemarsi comodamente nelle case dei lettori. Se il periodo che stiamo attraversando è abitato da mutazioni di ogni genere, la cosa giusta da fare è non lasciarsi prendere dalla delusione e continuare a credere in quello …

Capote e la gentrificazione di Brooklyn

L’incubo ricorrente degli abitanti di Brooklyn è quello di uscire di casa e percorrere nuove strade del borough, non riconoscendo più quelle abituali. È in atto un cambiamento tutt’altro che lento, e trascina con se tutti i caratteri che rendono riconoscibile — e incalcolabile — quello che è il proprio vissuto. Sembra essere sotto l’effetto di una droga che estranea e rende il passato diverso da quello che accomuna tanti di loro, favorendo l’ascesa di una mutazione sempre pronta a dislocarli altrove. Per alcuni è un incubo da cui non è affatto facile svegliarsi, per altri rappresenta l’eldorado. Chi coglie il lato positivo di un trauma qualsiasi e chi invece decide inconsciamente di sottostare ai dettami del panico di massa, optando per quello negativo. Negli ultimi anni non si fa altro che parlare del fenomeno della gentrificazione che sta investendo numerose città di tutto il mondo. Le zone che una volta erano centro della criminalità, posti malfamati, e somme di edifici industriali, vengono rivalorizzate attraverso una serie di processi che mirano alla rinascita di quello che ormai era dato per spacciato. …

Conoscere Holden Caulfield a 25 anni

Parlare de Il giovane Holden non è affatto semplice. È molto simile al compiere una passeggiata per i sentieri di un campo minato. Al primo ed unico passo falso si salta in aria senza nemmeno avere il tempo di capire cosa sta succedendo. In casi come questi, una parola fuori posto e sei bello che andato. Devi dare un peso a tutto, altrimenti corri il rischio di prenderti i migliori apprezzamenti che non augureresti nemmeno al tuo peggior nemico. Il motivo di questo alto prestigio è racchiuso nel grado di popolarità che esso riveste nel panorama letterario mondiale. È il romanzo di formazione americano più famoso al mondo. Tutti lo hanno letto e tutti lo leggeranno negli anni a venire. Del suo autore meglio non parlare. Anche con la sua biografia vale lo stesso discorso fatto per il romanzo. Guai a dire qualcosa di insensato, ad esempio, sul suo allontanamento volontario dai riflettori mediatici. Personalmente, fino a qualche giorno fa, ho cercato in tutti i modi di rimandare la lettura del romanzo. Ho sempre preso le distanze …

Didone, per esempio — Nuove storie dal passato

Due libri hanno segnato l’inizio della mia avventura di lettrice: il primo è stato Le avventure di Tom Sawyer, capolavoro dell’arguto Mark Twain, e l’altro un vecchio libro di narrativa che risale alla mia prima media, e che introduceva in modo molto simpatico e bimbesco le storie della mitologia greca. Il primo ha gettato le basi per il mio futuro ed attuale amore folle verso la letteratura americana, il secondo mi fa adorare ancora oggi tutto ciò che riguardi quella vecchia banda di matti che abita l’Olimpo. Grazie a Twitter, un bel giorno scopro che questa particolare passione per le folli storie che la mitologia greca ci ha regalato, la condividevo con una geniale penna, quella di Mariangela Galatea Vaglio (insegnante, scrittrice e autrice del suo personalissimo blog: ilnuovomondodigalatea.wordpress.com). L’ironia di questa donna mi ha letteralmente conquistata. Didone, per esempio (Castelvecchi, 2014), questo il nome del libro, è un dissacrante racconto su alcuni dei miti greci, dei personaggi importanti della storia dell’impero romano, delle loro consorti, amanti e chi più ne ha più ne metta. Galatea smonta magistralmente quell’aura celestiale che questi personaggi, nell’immaginario …

I piaceri della censura

Nel corso degli anni la censura ha cambiato faccia diverse volte. Il legislatore ha pian piano fatto finta di allentare la presa, concedendo spazio a qualsiasi cosa lo richiedesse. Una mossa astuta, visto quello che accade al giorno d’oggi. Ai giornali si consente di pubblicare articoli scomodi — quei pochi che in Italia ancora lo fanno –, ma qualora non dovesse piacere alla persona interessata si può avviare un procedimento giudiziario, per la gioia degli avvocati e dei giornali stessi. Nell’ultimo periodo, osservando la serie di avvenimenti che ci riguardano da vicino — chi in maniera diretta e chi in maniera indiretta — mi chiedo cosa mai avrebbe provocato la pubblicazione di tale opera nei confronti dell’opinione pubblica. Qualcuno potrebbe citarmi l’esempio delle sfumature, ma su di esse abbiamo già espresso il nostro giudizio. Evitiamo di ripeterci all’ennesima potenza su un fenomeno che è stato indagato sotto molteplici aspetti, da quelle psicologico a quello sociologico. Chiunque si è scomodato pur di esprimere la sua opinione in merito alla serie di libri, al film e a quello che ne è conseguito. Ho pensato …

La lunga latitanza di Hunter S. Thompson

Immaginate di partire in gruppo per un lungo viaggio. Non mi soffermo sul numero dei partecipanti, ma siete in tanti. Qualcuno parla ad alta voce del proprio entusiasmo, altri chiedono informazioni, e altri ancora discutono sui particolari inerenti alla meta. Si crea una certa confusione tanto da far perdere di vista alcuni dei vostri compagni di viaggio. Va tutto bene, fino a quando, giunti a bordo del mezzo, non ci si pone a gran voce la famosissima domanda di rito: «Ci siamo tutti?» Ad oggi, su quella carovana che è l’editoria italiana, sono in molti a mancare. Alcuni sono stati riscoperti nel dimenticatoio che sorge puntualmente dopo un estenuante sconfitta a suon di copie rimaste invendute. Di altri invece non se ne hanno più notizie. Uno dei casi che sta mandando in pappa il cervello — e il fegato, dato il nervosismo dovuto alla continua assenza — a molti lettori italiani è quello di Hunter Stockton Thompson. Detto fra noi, Thompson non è uno di quelli che ha bisogno di una grossa spinta per poter sguazzare libero e felice …

Cent’anni di Jerome Bruner

Il prossimo 1 Ottobre Jerome Bruner compierà 100 anni. Psicologo e docente presso le più prestigiose università statunitensi, ha sviluppato numerosi contributi nel campo della psicologia cognitiva. La sua opera più famosa, che ha sancito la nascita di nuove teorie che si sono affiancate a quelle di Piaget e Vygotskij, è La mente a più dimensioni(Laterza, traduzione di Rodolfo Rini). Durante i suoi studi ha avuto diverse occasioni attraverso le quali non ha mancato di esporre il suo punto di vista sugli argomenti più disparati tra loro, divenendo a sua volta una voce autorevole all’interno del panorama culturale americano. È stato invitato a tenere lezioni per tutto il mondo. Anche in Italia — Bologna tra le prime ad ospitarlo — ha contato sull’adesione alla sua opera di Umberto Eco e di tutto il mondo accademico che tanto fa storcere il muso a molti — me per primo. Leggendo la sua lunga bibliografia, in La fabbrica delle storie (Laterza, traduzione di Mario Carpitella) Bruner si è espresso anche in merito alla questione che vede al centro del dibattito mondiale il ruolo della narrativa nella nostra …