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Arte Violent

Storia Blu

di Luca Mata

Quel ramo del lago di Como,
che volge a mezzogiorno tra due catene non interrotte di monti,
tutto a seni e a golfi,
a seconda dello sporgere e rientrare di quelli…

Sicuramente Manzoni – Alessandro – ti stava guardando mentre sulla spiaggia di Port Douglas saltavi su quel grosso pezzo di aborigeno, al sole di mezzogiorno.
Anche le mamme ti guardavano, coprivano la vista ai loro figlioletti curiosi coprendolo con gli asciugamani dei Minions. Ai mariti, invece, toccava uno schiaffone tra capo e collo, perché, arrapati dalle tue grazie mezze di sudore mostravano un barzotto, oramai vago ricordo per le compagne.
Tu alle altre donne stai sul cazzo, forse perché invidiose del grosso palo nero che ti stavi lavorando. Forse perché la tua sfacciataggine non hanno mai avuto il coraggio di avere.
Una schiera di guardoni riprendevano il tuo corpo con una mano, con l’altra affondavano veloci estringenti colpi alle loro tristi mazze solitarie.
Eri contenta. Come quella volta che a Como sei salita sul minareto, il filo del tampax spuntava dalle labbra e tu mimavi un rapporto orale degno di Liam Gallagher senza vergogna.
Ci hanno arrestati, abbiamo ricevuto una fatwa e ci hanno lapidati in piazza, cazzo di arabi senza senso dell’umorismo.
I Curdi invece ci sono simpatici. Ci hanno sempre salvato il culo. Salvo rompercelo il giorno dopo sul cesso, quando asciugavamo la nostra chimica con i loro Kebab da due euro e mezzo.
Ad un tratto ti sollevi, sfilando il palo nero dalla tua carne gonfia, e girandoti verso di me urli “stronzo, sto godendo” facendo partire un copioso schizzo che lava me e i miei RayBan.
“Per te niente happy ending, cornuto”.
Mi butto in mare, so di piscio e cazzo nero, preferisco l’acqua al sole di mezzogiorno, tira brutti scherzi ai voyeur pallidi come me.

Composition Book | Storia Blu.
Testo e artwork: Luca Mata
Progetto editoriale: King Koala