YOUniverse s2: l’eterno presente di Lulù Withheld.

YOUniverse, un progetto di Lulù Withheld.
In mostra fino al 4 novembre a Paratissima, Torino.

 

Feeling different. L’invito dell’ultima edizione di Paratissima è quello di mettere in scena il cambiamento, l’evoluzione, quel senso di straniamento, l’altro da sé che muta e si manifesta e risveglia nuove consapevolezze. Sensazioni che diventano materia, “risultato di un’esperienza catartica alla scoperta di sé, in cui il creare diventa l’unico modo per mettersi veramente a nudo“.  Ludovica Romano e Gabriele Pantaleo, i curatori del progetto “Mettersi a nudo” inserito nella sezione N.I.C.E., New Indipendent Curatorial Experience di Paratissima, hanno selezionato diversi approcci alla ricerca dell’identità.
Quello di Lulù Withheld è tra questi, qui, a Torino.

Lulù Withheld e il suo mondo fatto di racconti per immagini. Quasi sempre fuori fuoco, le sue. Rarefatte e sfuggenti come la sua natura, drammatiche e piene di poesia.  Qui a Paratissima con un dittico, un’installazione claustrofobica con cui si interroga sul senso del sé – vero o presunto – sulla percezione alterata e distorta della presenza, la non-esperienza, la ricerca spasmodica del riconoscimento del proprio personalissimo universo: YOUniverse.

Uno schermo nero, uno specchio oscurato, un monitor spento. Simile allo specchio che detesto guardare che riflette una me che non voglio più ri-conoscere. Simile al nulla.
Poi guardo meglio, mi avvicino di più, il bagliore ancora.

Due figure in un fermo immagine si stagliano nell’oscurità e sembrano prendere vita. Immobile e mutevole, come un grido muto che il corpo pronuncia senza parole. Attraverso una tensione struggente che non si esaurisce, ma si cristallizza in quell’istante in-finito. Eterno presente, in loop.

YOUniverse S2 - © Lulu Withheld

YOUniverse S2 – © Lulu Withheld

YOUniverse S2 - © Lulu Withheld

Un uomo e una donna. I corpi nudi che emergono dal nulla, come una si muovessero nell’oscura consapevolezza della natura mutevole e oscena che deve necessariamente compiersi e, in qualche modo, trova la via. Del compimento. O della fuga. Apparente. Effimera. Fragile.
Corpi che si muovono in quell’oscurità e perdono coscienza della realtà. Aspirano in qualche modo ad essa ma non riescono a raggiungerla. Immersi in un liquido amniotico scurissimo che li protegge ma  offusca la vista e preserva dal contatto con l’io. Dal contatto con l’altro. L’altro è Io. Il Corpo, se stessi, nell’ossessione della resa. L’arrivo all’origine, infine. Al doppio. All’altro mediante l’unica arma concessa. Ed è come una lotta. Brutale.

Due figure escono fuori dal buio. Attraversano il disfacimento di quel nero per giungere alla luce. Le guardo le figure, sembrano delle figure esiliate. Come se fossero me stessa. Lontane anni luce dal qui e ora, ma allo stesso tempo qui e ora. Immobilizzate nella loro rovina. Che è anche la mia.
Le figure mi guardano da dietro questo simulacro di specchio. Sono certa che mi stiano guardando. Claustrofobicamente incastrate nel loro mondo. Che è anche il mio.
Bloccate nel loro eterno presente. Come il mio eterno presente.
Incapaci di relazionarsi nell’intricato selvaggio deserto di relazioni. Come me.
Nude. Come lo sono io.
Tutto so di te. Tutto sai di me.

Un’illusione, l’unica certezza di questi corpi esposti. La pelle, gli sguardi negati, la carne offerta e rifiutata, divorata e mortificata nella negazione, il nero dei tatuaggi che incide la pelle e disegna traiettorie possibili che non vengono percorse, ma raccontate tra ombre e bagliori artificiali che non danno scampo. La ricerca spasmodica del compimento che non può esserci. Non dietro un vetro. Non dentro quel nero crudele.  

Uno accanto all’altra: i due corpi vicini tanto da potersi quasi sfiorare, ma intrappolati in una dimensione individuale che non lascia altro spazio. Né scampo.

Quello che resta è un corpo.
Alla ricerca di un altro corpo.
Per sempre.
Senza requie, per sempre, la ricerca.
Ma essi, i corpi, non possono toccarsi, non possono sfiorarsi.
Blindati dentro loro stessi.

Nel loro singolo UNIVERSO.

YOUniverse S2 - © Lulu Withheld

YOUniverse S2 - © Lulu Withheld

YOUniverse S2 - © Lulu Withheld

YOUniverse S2 – © Lulu Withheld

soundtrack: Red Queen – Coil