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Racconti di Ringhiera

Domenica mattina

di Francesco Tacconi

… no è che c’è ‘sto fatto che ormai lavoro pure al sabato perché me lo hanno chiesto un sacco di volte di andarci e all’inizio dicevo di no ma poi con il fuoribusta che mi hanno offerto ho finito con l’accettare e così l’unico giorno libero che mi rimane veramente è la domenica e allora ho pensato che qualcosa dovevo fare pure io per distrarmi e per staccare e così ho cominciato a fare ‘sta cosa che mi piace un casino perché di fatto all’inizio avevo pensato di fare qualche sport come fanno tutti tipo corsa o piscina ma a correre mi pare di essere scemo perché in realtà non c’è un posto dove arrivare e in piscina mi annoio a morte a fare avanti e indietro con tutti i fanatici che ti vengono addosso o quelli lenti che non ti fanno passare mai che ci sono pure certe vecchie che te le raccomando e così ho pensato che dovevo trovare qualcosa di alternativo che di leggere ad esempio non ci ho voglia dato che mi distraggo sempre e rileggo cento volte lo stesso pezzo e dopo un poco mi ritrovo a fissare la pagina che in realtà sono lì che penso ai cazzi miei e così alla fine ho cominciato a fare ‘sta cosa che non so nemmeno da dove mi sia venuta l’idea che di fatto ci avevo questo spago in mano che ce lo avete presente lo spago grosso da pacchi e mi sono messo in bocca il capo e poi ho cominciato a ingoiarlo tutto dalla matassa fino a farlo andare giù per tutto l’esofago che alla fine me lo sentivo proprio nello stomaco e poi mi sono bevuto questa grappa che ci portano sempre quei clienti croati che se la fanno loro in casa e non ho idea di quanti gradi faccia che difatti è stato per quello che ho provato a immaginare se fosse infiammabile e così ho acceso lo spago bagnato di grappa con l’accendino e lui come una miccia ha portato giù il fuoco e io bum sono esploso e le fiamme mi sono uscite dalla bocca e dal culo e pure la pancia si è aperta come un tombino che salta in aria ma però io invece a brandelli cioè infatti non proprio uguale al tombino ma insomma è per dire che proprio si scoperchia l’addome e mi saltano le budella per terra e devo dire che è fantastico perché sento che butto veramente fuori tutto lo stress che ho accumulato sul lavoro e in famiglia e la prima volta mia moglie mi ha chiesto se ero impazzito ma adesso non ci fa più caso e così ogni domenica mi faccio saltare in aria e vi assicuro che è davvero fantastico e al lunedì torno a lavorare fresco come una rosa.

Foto in copertina di Luigi Ghirri — Scandiano, 1971.

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