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Dance There Upon The Shore: tra ossessioni e certezze

“La paura è la coscienza del nulla”. Questa è la scritta che per prima appare nel video musicale di Dance There Upon The Shore, apparso in anteprima su XL Repubblica e primo singolo estratto dal LP Empty Space di Lemon Lights, che ho ascoltato ed apprezzato.
La prima impressione è quella di un suono pulito, elegante e cupo. Il concetto che da il nome al LP non è un caso. Uno spazio vuoto da riempire con idee che si trasformano in musica, quelle del giovanissimo producer romano. In Instant, brano di apertura del LP, troviamo da un lato la continuità e dall’altro il caos, scatenato sempre da sonorità mai scontate. In Forgetting Human Words c’è un sound inizialmente ovattato e quasi onirico, che ben presto si lancia nel ritmo serrato dei beat, per sprofondare negli ultimi secondi di nuovo in un sound che pare un sogno. In I will follow ciò che cattura più l’attenzione è la sensazione di ascoltare un paio di forbici che tagliano in modo compulsivo per tutta la durata del brano, che nelle sonorità ricorda vagamente Idioteque dei Radiohead. Lo stesso Dance There Upon The Shore rievoca da una parte una sensazione di malinconia, data dalle note del pianoforte e alternata a più fasi ad un ritmo incalzante e ben definito. See You tra tutti i brani del LP è l’unico con una parte cantata, mandata in loop per gran parte della durata della traccia. Ritmicamente parlando si tratta di un brano incisivo, i beat parlano da sé. In A Long Distance, traccia che chiude l’LP, il suono si protrae da sé e da l’impressione di allungarsi e ritornare indietro, quasi percorresse una “lunga distanza”.

Il video, girato da Alessandra Perna dei Luminal, è un inno al sentirsi fuori posto. I tre protagonisti sembrano alle prese con le proprie ossessioni, con le proprie paure e con le proprie sofferenze interiori. Non mancano simboli religiosi, sessualità, alcool.
Lo stesso Alessio Corasaniti, in arte Lemon Lights, partecipa al videoclip. I gesti, le espressioni, gli occhi fanno quasi da protagonisti scomodi e rivelatori. Tutto fa pensare a ciò che essi nascondono, al fatto che chiuderli per un momento è un’azione necessaria a chi è consapevole di non poter fare altrimenti. Parlo di chi nella realtà quotidiana proprio non ci si trova. Di chi è alla ricerca di un segno, uno qualsiasi, pur di ritrovarsi in qualcosa di sensato.
L’altra protagonista del video, Virginia Della Casa, sembra essere combattuta tra la pornografia e la chiesa. Un connubio da cui, visti i tempi, non possiamo assolutamente deviare. Libertà sessuale o castità? Si può comprendere dai riferimenti a Apetube, sito porno aperto in una finestra del personal computer della ragazza, e un momento a più riprese durante il video in cui la stessa si trova in un cimitero, più precisamente di fronte a una croce. A conferma la ricerca “Come diventare una suora”, quasi cercasse risposte in un senso o nell’altro.
Nel video appare anche un Carlo Martinelli in forma strabiliante, che sembra quasi duettare con una bottiglia di un superalcolico (Vodka? Gin?), mentre si aggira barcollante per le strade, in una cornice graffitara tra l’altro molto suggestiva. Si accascia contro un muro su cui torreggia un graffito Wild Style, mentre si sfila gli occhiali da sole e si lascia andare con gli occhi chiusi e tremanti.
La sequenza dei tre protagonisti a occhi chiusi rivela proprio il lasciarsi andare finalmente a un momento in cui il dubbio che serpeggiava in principio si fa consapevolezza, diventa ricerca e bisogno di un attimo in cui riprendere fiato. Magari per ricominciare l’estenuante e incessante circolo di ossessioni, domande e risposte.
Quelle che possono sembrare le ossessioni dell’essere umano si trasformano in dubbi, ricerche, idee che si formano. Non è poi così diverso da ciò che sta alla base della saggistica. Mi riferisco all’immenso lavoro dei Saggi di Michel de Montaigne. Sta tutto nel partire dal dubbio che è alle fondamenta dell’essere umano: “Io chi sono?”. D’altronde non siamo tutti costantemente alla ricerca di questo mentre ci definiamo tra paure, manie e dipendenze?
In conclusione, trovate l’LP di Lemon Lights qui.
Buon ascolto e buona visione.

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