All posts filed under: Interviste

“Vinpeel degli orizzonti” – una favola per adulti; Quattro chiacchiere con Peppe Millanta

«Nella sua collezione c’erano conchiglie con dentro il rumore della battaglia di Trafalgar, o il mare calmo di quando Colombo arrivò in America, o ancora i flutti battuti dalla pioggia del Diluvio Universale.» Vinpeel degli orizzonti, Peppe Millanta Caro lettore, quanti anni ti pesano sulla testa e dove ti trovi adesso? Non importa, chiedevo per rompere il ghiaccio. Caro lettore, mi trovi destabilizzata e in certo modo confusa, perché le parole generano a volte scompiglio, perché le parole sono importanti. Con queste, sono importanti le storie. La vicenda di cui voglio parlarti adesso è la storia di una storia, ovvero il racconto sul modo in cui tutto comincia, su come si generano alcuni resoconti che i più chiamano letteratura. Ho parlato con una persona che con le parole ha stretto una specie di patto, per lui le parole sono dense nostalgie, ponti, porte, luci, meraviglie. Questo non perché sia laureato in legge, questo perché è un musicista e uno scrittore. Peppe Millanta l’ho conosciuto tempo fa, non di persona, ma tramite la musica sua e …

PERDIDA REINA – mi sono fatta un giro nelLa Festa Nera di Violetta Bellocchio

mi sono fatta un giro nella Festa Nera di Violetta Bellocchio (testo e foto: Lulu Withheld – soundtrack: Vater by Soap&Skin) Lo sapevo e non lo sapevo. Il dolore è l’unica cosa vera che ci è rimasta.   Io questa storia me la sono dovuta scollare di dosso piano lentamente con le mani le dita la pelle, prima di potere dire di esserne uscita illesa. Perché. Perché questa è una storia in cui ci si scivola dentro (a fondo) senza volerlo. È una crepa, questa storia. E quando si decide di cadere in uno squarcio bisogna essere pronti a perdercisi e a segnare il passo come Hänsel e Gretel per poi potersene tornare indietro. Riavvolgere il nastro fino all’inizio. Mettere di nuovo in play. Guardare il girato. Lo vuoi vedere? Lo vuoi davvero vedere?  C’è una crepa in tutte le cose.  Violetta Bellocchio scrive un ritratto di tre filmaker come se fosse un vecchio video in VHS riversato in digitale, una specie di artefatto contemporaneo simultaneo per raccontare un distopico futuro che è già in fieri. …

La Casa Vuota – mi sono fatta un giro tra le foto di Stefano Usberghi.

La Casa Vuota – mi sono fatta un giro tra le foto di Stefano Usberghi.

Che molte delle foto di Stefano Usberghi mi piacciano è un dato di fatto. Che questo suo piccolo progetto “La casa vuota” mi colpisse al cuore non è una cosa scontata. Quando me lo ha spedito, via e-mail, ho guardato queste fotografie e mi è venuto tipo da piangere. Una specie di viaggio a ritroso, empaticamente possibile, che solo la fotografia permette di fare. E la sapiente alchimia di Stefano. Ho deciso di fargli qualche domanda, sul suo lavoro in generale e su questo progetto, che mi ha davvero molto emozionato. Stefano Usberghi è un Direttore della Fotografia classe 1984. Fotografia statica e in movimento per lui sono parte dello stesso percorso di ricerca, scatta lavorando in pellicola su piccolo e medio formato. Quando hai iniziato? Da ragazzino suonavo in una band punk hc. Purtroppo non c’è molto materiale di quel periodo fine anni ’90 a Roma. C’erano un sacco di punk, di skin girl, di mods, di skaters. Avevo una telecamera mini DV, che girava immagini di scarsa qualità, ma al contempo molto affascinanti. …

Libro Rotto: intervista a Luca Buoncristiano.

Libro Rotto: intervista a Luca Buoncristiano.

      “Lasciate che mi presenti. Sono Rotto, Joe Rotto un tipo ricco e di classe, piacere di conoscervi”. Eccolo, dunque: dopo anni di apparizioni illustrate e caustiche sentenze, Joe Rotto prende fiato, parola e tutta la scena esplodendo nelle 258 pagine del Libro Rotto di Luca Buoncristiano, romanzo edito da El Doctor Sax Beat & Books di Gabriele Nero. E il piacere, davvero, è tutto nostro. Uno spacciatore di peccati, un dandy nichilista, un manipolatore, un facilitatore. Impeccabile, Joe Rotto non si scompone mai. Piuttosto ricompone i pezzi di un collage pop straordinario, un irresistibile baraccone di ballerine e nani, attori e cantanti celebri masticati e restituiti al pubblico sotto forma di psichedeliche storie umane-troppo-umane che incalzano e disturbano e fanno ridere e fanno riflettere. Parecchio. Carne, nevrosi, dipendenze, ossessioni, omaggi, citazioni, illustrazioni: dentro c’è tutto e tutto risucchia e trascina beatamente tra le infinite le pieghe di questo straordinario mondo Rotto. Non resta che seguirlo sulla sua cattiva strada fino all’orlo del precipizio e godersi il potente, surreale panorama che Joe Rotto generosamente offre. …

Anime galleggianti, ovvero: un viaggio simbolico, due musicisti e una chiacchierata col fotografo che li ha accompagnati

Zamboni e Brondi raccontano quell’avventura a parole, tu tramite delle immagini bellissime. Avresti voluto aggiungere altro al racconto, oppure ti senti di aver detto tutto tramite quegli scatti? «Credo di aver “detto” tutto quello che ho provato in quei quattro giorni» Piergiorgio Casotti © Piergiorgio Casotti C’è una salina che sembra un iceberg, dei cartelli stradali che sbucano dalle erbacce ai margini della palude e indicano Rovigo, Mantova, Venezia, il Po. Le indicazioni spingono l’osservatore disperso a ricollocarsi in un contesto spaziale definito: siamo in Italia anche se pare di essere altrove. Altrove per indicare un quadro indistinto, di coordinate vaghe e imprecisate. Dispersi, alla deriva, guardando immagini di non luoghi, potenti, bellissime, sospese in un nulla indolente, accomodante, terra di presenze leggere, fuochi fatui, anime dei morti. Ma i cartelli parlano chiaro e le voci narranti ci riportano con forza alla realtà. Di nuovo catapultati nell’orizzonte dell’essere. Che peccato. Era un posto così bello, quello, per viverci e morirci. Ma «adesso siamo qui, passati dall’essere assaliti da troppe cose contemporaneamente al non essere assaliti …

Michele Palazzo: da dove comincia il mondo – storie e strade newyorkesi

      Originario ravennate, classe 1968, laureato in architettura, residente a New York City dal 2010. Le fotografie di Michele Palazzo sono bellissime, potenti, cariche di una compostezza bilanciata dal dinamismo che ruota attorno alla street photography; corpose di un colore vivido in equilibrio con la luminosità che le avvolge e in netto contrasto con la vita che le abita: un ammasso in subbuglio, in moto perpetuo. Raccontano un presente che “sai” che è in qualche modo ancora in corso, da qualche parte, lontano, oltreoceano. Sono contemporanee al massimo grado, anzi post-contemporanee. Raccontano di un’America a cavallo tra quella fuori dal tempo della poetica Beat alla Kerouac a quella che traspira dalla grande letteratura di DeLillo, senza tralasciare i caratteri del “romanzo verità” delineati dal maestro Capote: non a caso il titolo della mostra è omaggio evidente all’omonimo libro dello scrittore di New Orleans. Si è chiusa da non molto la prima personale di Michele Palazzo, ospitata dal 29 novembre 2017 al 12 gennaio 2018 presso gli spazi espositivi della Still Gallery di Milano, a cura di Denis Curti e Maria Vittoria Baravelli. Abbiamo posto qualche domanda al …

Musica, Eggregora, Omid Jazi, Tooting Bec

Quando ascoltate un brano vi ponete mai domande che vorreste fare a chi ha prodotto quei suoni e quelle parole? Oggi dalle domande non se ne esce vivi. Ho proposto questa apparentemente semplice ma insidiosa intervista a Omid Jazi, di cui abbiamo già parlato in quella che non amo definire una recensione di Tooting Bec, il suo secondo album in studio. E’ stata una chiacchierata su ciò che ruota intorno ai pianeti che compongono il mondo artistico di Omid, che ha da poco rilasciato il video del suo brano Eggregora. Chi è Omid Jazi? Figlio di emigrati, uno che non ha visto una famiglia per la maggior parte della propria vita. Che non ha conosciuto la stabilità. Che per questo fa di tutto per creare il proprio mondo. Cosa ti ispira nella vita di ogni giorno? Rispetto a tutto quello che potrei immaginarmi, un passerotto sul marciapiede mentre cammino, un bambino che chiude gli occhi rivolto al sole e sorride, qualcuno che aiuta un bisognoso per strada, un amico che mi chiede come stai? In cosa credi? …

Let’s call the whole thing translation — Intervista a Marco Rossari

Quando leggete (un libro a caso) La Certosa di Parma e riflettete sulla storia, sulla forza dei personaggi, sulle loro azioni e parole, chi state davvero giudicando? Sono ormai sette anni che studio teorie di traduzione e da poco ho cominciato a metterle in pratica, riscontrandole nei testi che umilmente traduco. Tra le diverse pippe mentali che mi faccio dato il mio interesse per la traduzione — e come me tanti altri che se ne occupano — penso ai meriti, alle colpe, allo scrittore, al traduttore, all’editore e a tante altre spinose faccende. Insomma, mi pongo un sacco di problemi, sbattendo poi il muso sempre contro il solito muro: posso ancora accettare il binomio traduttore-traditore? Chi bisogna preservare nella traduzione? E’ giusto che un contesto culturale venga lasciato nel suo involucro o il traduttore italiano può permettersi il lusso di tradurre lo slang americano col dialetto romano? Io la metto sul piano della libertà e i puristi sicuramente storceranno il naso, facendosi difensori della fazione “parola per parola”. Ma esiste davvero un modo giusto per tradurre? Di tutti questi miei personalissimi quesiti …

La fotografia come arte — Intervista a Lobbiaz

Di recente ho provato l’irresistibile impulso di avvicinarmi al mondo della fotografia istantanea. Ho acquistato una Polaroid 636 (non è pubblicità occulta, vero?) e aspetto solo di averla tra le mani per cominciare a sperimentare. Le istantanee hanno un fascino completamente diverso dalla fotografia digitale. La sensazione che si prova nel sentire fisicamente la pellicola e ciò che viene scritto su con la luce, è quasi una magia. Pensate a quanto sia bello scattare una fotografia e vederla uscire direttamente dalla macchinetta. Guardare il risultato ottenuto su uno schermo digitale non è esattamente la stessa cosa. Ho conosciuto il lavoro di Lobbiaz quasi per caso. Lui è un fotografo francese che predilige la fotografia analogica, ma utilizza anche il formato digitale. E’ poliglotta, scatta bellissime istantanee ed ha all’attivo diversi progetti — che potete ammirare e acquistare, se volete, sul suo sito. Ma a me non bastava, perciò presa dalla curiosità ho deciso di fargli alcune domande. Lobbiaz ha accettato di rispondere e ne è venuta fuori una bellissima chiacchierata — in videochiamata, su Facebook, in un martedì di …

Intervista a Greg Gonzales dei Cigarettes After Sex

di Mariateresa Pazienza Vi è mai capitato di ascoltare per caso un artista o una band e di innamorarvene perdutamente? Giovedì scorso sono stata a una tattoo convention ed è stato un bel pomeriggio che ho trascorso tra amici, musica e tatuaggi. Quando sono uscita dall’evento pioveva a dirotto. Mi sono infilata velocemente in macchina e sono tornata a casa. Ho trovato in un post di Repubblica XL su Facebook Nothing’s Gonna Hurt You Baby dei Cigarettes After Sex. Quel basso iniziale, la voce del cantante (in principio ho pensato fosse una voce femminile), il mood del pezzo, tutto mi ha lasciata imbambolata. Come quando vi innamorate. Conoscete la sensazione, no? Il vuoto allo stomaco, quella mancanza continua di fiato, il sorriso sciocco che si disegna sul volto. Sì, insomma mi avevano colpito in modo particolare. E quella sensazione mi era mancata per un po’. Ho cercato altri brani da ascoltare e ne ho trovati ben pochi. I Cigarettes After Sex hanno pubblicato un EP di quattro brani nel 2012 e un singolo a giugno 2015. I ragazzi non sembrano …