All posts filed under: Fotografia

4tet – mi sono fatta un giro tra i suoni dei Tanake

4tet - mi sono fatta un giro tra i suoni dei tanake

— Perché dovrei parlare con te? Dimmi. Non sapevo neppure esistessi fino ad un attimo fa ed è mezzo minuto che ti dico di andare. E, sai, mi prude il naso. Proprio adesso. E devo scegliere se grattarmi o parlare. Se stare in me o non stare affatto. E poi è morta Mary Ann, li dove è nata, a Macungie, Pennsylvania. L’ho conosciuta un anno fa che aveva già 93 anni, e l’ho fotografata mentre le visitavano gli occhi. Aveva una pelliccia di plastica tigrata, le mani profumate di qualcosa. Ha riso con me, tutto il tempo e poi è andata via. Proprio come ieri, quando la figlia mi ha scritto che il giorno prima le ha chiesto di cercarmi, che voleva ringraziarmi di averla fatta ridere tanto, per dirmi che quel giorno e i giorni che sono venuti era stata felice. Hai capito? Sai di cosa parlo? Hai ragione, nulla che ti riguardi, cose che prudono il naso. Che domanda è? Ho pregato fno ai sette anni. Poi silenzio, ché il tempo vale. Ah …

Oleandri e siccità

oleandri e siccità

Oleandri e siccità è la seconda parte di “When in Sardinia”, progetto letterario e fotografico di Ilaria Sponda   Oleandri e siccità D’improvviso,  All’orizzonte, il mare, Tavola blu del desinar dei monti.   Non un fil di vento, Non un cinguettio d’uccello.   Non c’è assuefazione  In questo mio cuore blu Lieve e statico affetto Per chi carezza, Come lo Scirocco  La mia libertà.   Ilaria Sponda

YOUniverse s2: l’eterno presente di Lulù Withheld.

YOUniverse, un progetto di Lulù Withheld. In mostra fino al 4 novembre a Paratissima, Torino.   Feeling different. L’invito dell’ultima edizione di Paratissima è quello di mettere in scena il cambiamento, l’evoluzione, quel senso di straniamento, l’altro da sé che muta e si manifesta e risveglia nuove consapevolezze. Sensazioni che diventano materia, “risultato di un’esperienza catartica alla scoperta di sé, in cui il creare diventa l’unico modo per mettersi veramente a nudo“.  Ludovica Romano e Gabriele Pantaleo, i curatori del progetto “Mettersi a nudo” inserito nella sezione N.I.C.E., New Indipendent Curatorial Experience di Paratissima, hanno selezionato diversi approcci alla ricerca dell’identità. Quello di Lulù Withheld è tra questi, qui, a Torino. Lulù Withheld e il suo mondo fatto di racconti per immagini. Quasi sempre fuori fuoco, le sue. Rarefatte e sfuggenti come la sua natura, drammatiche e piene di poesia.  Qui a Paratissima con un dittico, un’installazione claustrofobica con cui si interroga sul senso del sé – vero o presunto – sulla percezione alterata e distorta della presenza, la non-esperienza, la ricerca spasmodica del riconoscimento …

Quella di Perimetro è una “Milano come non l’avete mai vista”.

perimetro

Milano è un città complessa, di quelle che ti risucchiano vorticosamente e ti tolgono il respiro. Un città viva in cui succedono anche molte cose. Belle. E ci sono persone. Che mettono in circolo energia e idee.  Perimetro è un progetto che nasce con l’intento di raccontare proprio questa Milano con un linguaggio contemporaneo, attraverso gli scatti di giovani talentuosi fotografi.  I loro sguardi vagano e si fermano creando racconti belli, quelli che hai proprio voglia di scoprire, e ci vedi i colori, le crepe, le cicatrici, la bellezza complessa e fragile di una città composta da mille diverse sfaccettature. Come i volti che sono stati immortalati per la campagna di lancio: centotrentasette personaggi tra i più rappresentativi della Milano di oggi, di quelli che muovono l’energia. Tutti centotrentasette con gli occhi chiusi, in attesa di trovare una Milano come non l’avete mai vista. Perimetro è tutto questo. E come un rituale di connessione, inizia con una festa. A Milano, lo scorso 25 ottobre. E per l’occasione, di gente ce n’è davvero tanta e bella. Con …

Sono alla fine del mondo e ti aspetto – L’amore (in)compiuto nelle foto di Lulù Withheld e Carver77.

“Metti insieme due persone che insieme non sono mai state; a volte il mondo cambia, a volte no. Può darsi che si schiantino e prendano fuoco, o prendano fuoco e poi si schiantino. Ma a volte, invece, ne nasce qualcosa di nuovo, e allora il mondo cambia”. Sono alla fine del mondo. E ti aspetto. è un progetto fotografico di Lulù Withheld e Carver77, presentato all’edizione bolognese di Paratissima, la scorsa primavera. Una serie di fotografie, fotogrammi che si dispiegano uno dopo l’altro a creare un racconto di suggestioni vagamente oniriche, perse nei toni cupi e rarefatti del rosso e del blu. Due individui, Lulù e Carver, che si sono trovati una notte di pioggia e, mescolando insieme loro immagini e parole, sono riusciti a creare un racconto intimo, passionale e intenso come solo certe storie nell’oscurità possono essere. Una storia d’amore. Una possibile, tra le cose perdute. Insieme delineano un percorso che non è solo visivo. Non più. Si guardano senza incontrarsi, si sfiorano senza toccarsi e le parole corrono veloci sullo schermo opalescente che …

Sale

  “Il sale ha sapore, ma brucia sulle ferite”   Nella natura nuda Dove occupo un luogo Più grande dei miei sogni. Dalla superficie salina  Parlo in aria, Un accenno, Mi intendo. La verità è che amavo E la verità è che amo  Giorno per giorno l’amore. Il sale ha sapore Ma brucia sulle ferite,   Tirano, scottano, risanguinano E i miei capelli Si tingono Lentamente  Di rosso.   Ilaria Sponda

Cinestill 400 [keyframe *20112016]

Casa di Ringhiera - Cinestill 400 - keyframe *20/11/2016 - di Lulu Withheld

 a M.B. per quel {Lu senza Pianto} Grace I love you [testo e foto: Lulu Withheld – soundtrack: Mr.Gaunt Pt.1000  by Soap&Skin ]   La giovane donna entra nell’appartamento. La luce filtra nel corridoio di taglio dalla porta a vetri sulla destra, una luce come di memoria, vaga e immortale. La graniglia e le porte bianche di legno e i vetri smerigliati come in certe pellicole dell’infanzia.  La ragazza chiede «Sei venuta per lui?». La giovane donna annuisce, è una cosa scontata, questa, per lei. Per chi altri sarebbe venuta fino a lì.  Un tram che passa di sotto fa vibrare i vetri e cigolare le ante. Come quando si stava in viale Bligny. La ragazza si allontana per parlare al telefono, dicendo «Lo chiamo, lo avverto che sei arrivata. È in studio, è spesso in studio ultimamente». La giovane donna cerca di restare in ascolto, vuole sentire il tono della telefonata, vuole capire. Poi si rende conto che no, non sentirà nulla, del resto non sono più fatti suoi. E torna a guardare verso la linea …

Di carne e d’asfalto – Le CAVIE di Paolo Coppolella e Milo Mussini

Di carne e d’asfalto – Le CAVIE di Paolo Coppolella e Milo Mussini

Il titolo, Cavie. Quella è la prima cosa che mi ha colpito. Cavie, e tutto quel senso osceno e disturbante che Palahniuk si portava dentro il suo romanzo. “Una parola cruda, che riporta a un immaginario di disagio e violenza, nei loro diversi gradi, ma lungi dal volerli raccontare didascalicamente”. Cavie, il progetto editoriale di Paolo Coppolella e Milo Mussini, parla di carne e asfalto e corpi e città e scarti. Una raccolta di fotografie scattate in 35mm, con una vecchia Olympus ritrovata per caso, tra vecchie cose dimenticate. E Paolo porta sempre con sé questa piccola compatta, cammina per la città e osserva le strade, gli angoli, i corpi, le persone. Scatta e ruba momenti, particolari e attimi fugaci di un’umanità fragile e bellissima. È uno sguardo su un mondo nudo e urbano, fatto di personaggi e situazioni, luci e angoli bui; cavie di tutti i giorni, da studiare, capire, o solamente guardare, come quando si raccoglie un insetto in un barattolo e poi lo si libera. Cavie è un racconto per immagini. Cavie …

#BurningMan2018

Casa di Ringhiera - #BurningMan2018

#BurningMan2018 Eccolo, il tag più cliccato e utilizzato della settimana. Ci siamo segnati la data per l’anno prossimo: dal 25 agosto al 2 settembre 2019 anche noi di Casa di Ringhiera faremo un giretto nel deserto. Al prossimo Burning Man.  Per quest’anno ci siamo accontentati di guardare le tantissime, nonché mozzafiato, foto che girano online. Ne abbiamo scelta qualcuna su Instagram, per la nostra #casadiringhieraselection del sabato. 

La Casa Vuota – mi sono fatta un giro tra le foto di Stefano Usberghi.

La Casa Vuota – mi sono fatta un giro tra le foto di Stefano Usberghi.

Che molte delle foto di Stefano Usberghi mi piacciano è un dato di fatto. Che questo suo piccolo progetto “La casa vuota” mi colpisse al cuore non è una cosa scontata. Quando me lo ha spedito, via e-mail, ho guardato queste fotografie e mi è venuto tipo da piangere. Una specie di viaggio a ritroso, empaticamente possibile, che solo la fotografia permette di fare. E la sapiente alchimia di Stefano. Ho deciso di fargli qualche domanda, sul suo lavoro in generale e su questo progetto, che mi ha davvero molto emozionato. Stefano Usberghi è un Direttore della Fotografia classe 1984. Fotografia statica e in movimento per lui sono parte dello stesso percorso di ricerca, scatta lavorando in pellicola su piccolo e medio formato. Quando hai iniziato? Da ragazzino suonavo in una band punk hc. Purtroppo non c’è molto materiale di quel periodo fine anni ’90 a Roma. C’erano un sacco di punk, di skin girl, di mods, di skaters. Avevo una telecamera mini DV, che girava immagini di scarsa qualità, ma al contempo molto affascinanti. …