Author: Mimma Rapicano

IL SUONO DELLA SOLITUDINE di Michele Marziani

IL SUONO DELLA SOLITUDINE di Michele Marziani

[Una recensione in forma di lettera] “Da tutta la vita cerchi un sorso d’acqua pulita, un raggio di sole. Anche dov’è buio. Finora l’hai trovato sempre. Semplicemente perché c’è. Anche nei luoghi in cui sembra impossibile intravederlo. Più è buio, più bisogna immaginare la luce. Per questo gli inquieti, i malandati, i ciechi, gli storpi e i malati di solitudine sono da sempre i tuoi eroi. Perché quando incrociano la luce esprimono una forza tale da seppellirci tutti. Come la famosa risata del buon tempo andato”  *** Caro Michele, per recensire il tuo libro ho abbandonato il caldo tepore di casa e mi sono immersa nel caos cittadino. Ti scrivo al tavolo di un bar in pieno centro, è sabato mattina, è quasi Natale. La città sa già di festa e brulica di turisti che vagano alla ricerca dell’angolo perfetto da immortalare nei loro selfie, gioiosi d’aver trovato un luogo pieno di storia da toccare e cose buone da mangiare. Io, circondata dal vociare grasso del popolo mio, apro il taccuino e inizio a scriverti. …

SCRIVERE CON IL RASOIO – INTERVISTA A FRANCESCO PERMUNIAN

Per alcuni scrittori è difficile trovare una definizione che li contenga, sono autori per pochi, apprezzati e conosciuti più dalla critica che dai lettori, nelle librerie uno scaffale per loro non è stato ancora allestito. È il caso di Francesco Permunian, scrittore italiano autore di romanzi e racconti il cui stile affascina per l’uso di una lingua “che è perfetta, spiccia e sprezzante, furente” (Giulio Mozzi), senza mai storture linguistiche o trame d’occasione così comuni a certa scrittura dei nostri tempi. Da lettrice sono rimasta affascinata dal mondo grottesco abilmente descritto da Permunian, un mondo allucinato e folle, dominato dalle disillusioni, pieno di fantasmi e ossessioni. “Permunian ha una fantasia fiamminga. Gremisce le pagine dei suoi libri, stralunate operette morali più che romanzi; e le rende brulicanti: come le tavole nelle quali l’arte di Bosch ha rovesciato catastrofi ironiche di cercopitechi senza dentiere, bàtraci stravaganti, vesciche, figure lucertolesche o aracnee, […]” così descrive la sua scrittura Salvatore Silvano Nigro nella prefazione a COSTELLAZIONI DEL CREPUSCOLO edito dal Saggiatore. Francesco Permunian non è un autore alla …

“4321” di Paul Auster

Casa di Ringhiera - "4321" di Paul Auster

“E così nacque Ferguson, e per diversi secondi, una volta uscito dal corpo di sua madre, fu l’essere umano più giovane sulla faccia della terra”. Questa frase che si trova nelle prime pagine di 4321 di Paul Auster è, secondo me, l’essenza del romanzo, il cuore pulsante di Archie Ferguson intorno al quale gravita l’intera narrazione. Non è un romanzo lineare e all’inizio chi legge sente quasi il bisogno di una mappa per orientarsi nelle quattro possibili vite di Ferguson. Il destino che lo aspetta, quello che diventerà o che potrebbe diventare dipende da un evento o più eventi che cambiano il corso della sua esistenza. Quella manciata di secondi, che fanno di Ferguson l’essere umano più giovane sulla faccia della terra, vanno via veloci mentre inizia il conto alla rovescia dei giorni che gli restano da vivere. È solo in quell’istante che Ferguson è vivo, superato quello è già tutto finito o quasi. 4321 è dunque il countdown di Archie Ferguson ma anche “[…] una parabola del destino umano e degli infiniti bivi che …

“L’UOMO DEI DADI” di Luke Rhinehart

“L’UOMO DEI DADI” di Luke Rhinehart di Mimma Rapicano

“La vita è un’isola di estasi in un oceano di noia e, dopo i trent’anni, è raro veder terra. Nel migliore dei casi vaghiamo da una smangiata striscia di sabbia a un’altra, ben presto assuefatti a ogni granello di sabbia che vediamo”. Caro lettore, se la tua vita è un’isola e il tuo oceano di noia non ti tormenta allora non leggere L’UOMO DEI DADI di Luke Rhinehart (pseudonimo di George Powers Cockcroft), questo romanzo non fa per te, potrebbe sconvolgerti. Passa oltre, cercati una lacrimevole storia d’amore con baci struggenti e passioni edulcorate, magari con un leggiadro finale di fiori profumati e spicciola felicità. Stai alla larga da L’UOMO DEI DADI perché la storia è tutta tormento, pensiero, follia e sesso senza inibizioni. Il dottor Luke Rhinehart (nome sia dell’autore che del personaggio del romanzo) è un affermato psichiatra newyorkese con studio a Manhattan, una moglie e due figli. Ha tutto ciò che un uomo nella sua posizione possa desiderare, eppure qualcosa lo affligge: “Il massimo che ero arrivato a sperare era di liberare …

ZONA DI TRANSITO

Racconti di Ringhiera - Zona di Transito - Mimma Rapicano

E a volte, credetemi, non vedere e non sentire è stata la mia salvezza.   Il giorno dura sempre di meno e il felice matrimonio estivo tra il sole, la luce e gli esseri umani sta per finire. Addio ai romantici tramonti, addio alle notti stellate e alle lunghe passeggiate sulla battigia. L’estate si spegne lentamente con grande dolore di chi si sente il figlio prescelto della bella stagione. In estate tutti sono alla ricerca della vacanza perfetta, le città sono invase da turisti chiassosi e improvvisati critici d’arte, comitive senza età migrano di spiaggia in spiaggia con corpi sconci e una felicità spicciola. Tutto questo fracasso estivo è solamente un’illusione per rendere più sopportabile la misera condizione degli esseri umani. Ma io sono strana, me lo ha detto anche il postino l’altro giorno perché mi sono rifiutata di accettare una lettera indirizzata alla mia vicina. Sono strana e trasandata da far paura e secca come uno scopettino, così dice mia madre ogni volta che passa a trovarmi. Le parole più cattive nella vita le …

“MELANCOLIA DELLA RESISTENZA” di László Krasznahorkai

MELANCOLIA DELLA RESISTENZA - László Krasznahorkai

Vorrei fare di certi romanzi il mio sacro monolite, poter ricordare a memoria ogni parola, ogni pensiero donato dallo scrittore all’umanità tutta. Ma la mia memoria è fragile, è debole e ciò che resta è una sensazione di inadeguatezza. MELANCOLIA DELLA RESISTENZA, dello scrittore ungherese László Krasznahorkai, è un romanzo che merita un posto speciale nell’Olimpo della Letteratura. Dopo averlo letto mi è venuta il folle desiderio di ricopiare i passaggi più intensi – e ne sono davvero tanti –, quelli che ho riletto più e più volte per la loro smisurata bellezza. È arte, mi sono detta, e dinanzi all’arte tutto il resto è inutile, superfluo. Il romanzo di László Krasznahorkai non è solamente la dolorosa metafora di un’invasione (l’Unione Sovietica che nel 1956 invase l’Ungheria) ma è lo specchio dentro cui si riflette la frustrazione e la disillusione di chi ha visto cancellata ogni certezza. Il bene e il male si fronteggiano, danzano con gli eventi, e ogni cosa è travolta dall’inevitabile crollo. MELANCOLIA DELLA RESISTENZA inizia con un lento viaggio in treno, …

AMARO

Ho fatto il muratore perché una mattina ho incontrato Gennaro. È stato un lavoro faticoso, ma un lavoro faticoso era quello che mi serviva. Le cose, certe volte, vanno proprio come devono andare. Inverno, poco prima dell’alba. Fumavo seduto su una panchina in una strada di periferia. Le periferie sono tutte uguali: ampi tappeti d’asfalto e caseggiati di nudo cemento simili a prigioni. In uno di quegli edifici da poco abitavo anche io e la notte uscivo per concedere l’ora d’aria ai mostri che tenevo dentro. La nebbia di quella mattina inghiottiva il flebile bagliore dei lampioni e la luce si fermava a mezz’aria lasciando la strada ancora al buio. A chi dormiva nei freddi e anonimi appartamenti non importava cosa accadeva di sotto. E di sotto accadeva di tutto. Dall’altro lato della strada intravedevo delle figure umane. Erano gli esili corpi dei ragazzi di colore che stavano lì ad aspettare. Chi cercava lavoratori che non si sarebbero lamentati della paga e della fatica poteva trovarli in quella parte della città. Gli extracomunitari sono la …

“L’OSPITE D’ONORE” di Joy Williams

Joy Williams, L'ospite d'Onore

«Aveva dei pensieri ma non li pensava. […] Domani, pensò. Meglio non dire niente di notte. Di notte le parole sono belve feroci.»  L’OSPITE D’ONORE è una voluminosa raccolta di racconti della scrittrice americana Joy Williams pubblicati per la prima volta in Italia dalle Edizioni Black Coffee, traduzione di Sara Reggiani e Leonardo Taiuti. La giovane e coraggiosa casa editrice fiorentina si dedica esclusivamente alla narrativa nordamericana contemporanea con autori tutti da scoprire. Joy Williams, classe 1944, già apprezzata da Raymond Carver, Don Delillo e Bret Easton Ellis, è stata consacrata da alcuni critici come l’erede letteraria di Anton Čechov e Flannery O’Connor. Con queste premesse, e con l’entusiasmo di molti lettori italiani, era una scoperta da non perdere, e io non l’ho persa. I racconti della Williams sono dirompenti, lo stile è lapidario e la narrazione scorre senza nessun abbellimento. La parola si fa storia e le storie, spesso crudeli, sono un’arma tra le mani dalla scrittrice. Chi entra in queste pagine scoprirà un’umanità alla deriva consapevole che non esiste salvezza o resurrezione. Nessun personaggio …

UNA GRANDIOSA SCONFITTA

di Mimma Rapicano “Un giorno felice è un giorno felice. Ce ne sono così pochi, in una vita. Godetevelo.” Richard Ford Essere malato significa dipendere dagli altri. Nessuno apprezza la libertà quando è sano. I sani passano il loro tempo altrove, reclusi nelle loro angosce in attesa di chissà cosa. Perché essere sani non vuol dire essere felici. La vera malattia, quella con un appropriato nome scientifico, costringe a calarsi nella realtà. Solo allora si comprende lo spreco e come sia stato facile rovinarsi la vita per dare un senso all’infelicità. Da cinque anni sono inchiodata in un letto d’ospedale come cristo in croce, una malattia degenerativa, hanno sentenziato i medici. Gesti semplici come bere un bicchiere d’acqua, defecare in santa pace seduta sulla tazza del cesso leggendo un libro o scaccolarmi il naso in maniera libidinosa sono ora impossibili. Ho sempre bisogno di assistenza. Una persona governa le mie azioni quotidiane, mi pulisce e mi lava il culo, mi nutre, mi veste. La mia intimità non esiste più. Ho pianto, ho imprecato ma la …