Author: Lulu Withheld

A, B, C… (a proposito di Maniac)

[a proposito di Maniac di Lulu Withheld – soundtrack: Out of Mind by DIIV] A, B, C. E passa la paura. Nel sogno sto smanettando con un cubo di Rubik, ma non riesco a scrollare bene i cubetti. Ho paura di non terminare il rompicapo per tempo, qualcosa di molto più importante è legato a questo maledetto cubo. Allora ci sono io che cerco di farlo velocemente seguendo il modello, l’algoritmo, che mi hanno insegnato quest’estate, ma nulla… questo cubo che ho in mano, nel sogno, è una cinesata e scrolla male. Ecco che poi il sistema si inceppa. Ecco che poi si inceppa tutto il sogno. Allorché mi sveglio, stamattina, e me lo chiedo eh, se le ho prese nel giusto ordine le pasticchine salvatristezza da viaggione nella mente. L’abc del salvavita. È che io ne ho fatti diversi nella mia vita di viaggioni da ferma, quelli dentro la testa dico. E cazzo Cary Fukunaga ne fa un piccolo capolavoro del viaggio dentro di sé, questo catartico e pazzesco viaggio dell’eroe dentro se stesso …

Cinestill 400 [keyframe *20112016]

Casa di Ringhiera - Cinestill 400 - keyframe *20/11/2016 - di Lulu Withheld

 a M.B. per quel {Lu senza Pianto} Grace I love you [testo e foto: Lulu Withheld – soundtrack: Mr.Gaunt Pt.1000  by Soap&Skin ]   La giovane donna entra nell’appartamento. La luce filtra nel corridoio di taglio dalla porta a vetri sulla destra, una luce come di memoria, vaga e immortale. La graniglia e le porte bianche di legno e i vetri smerigliati come in certe pellicole dell’infanzia.  La ragazza chiede «Sei venuta per lui?». La giovane donna annuisce, è una cosa scontata, questa, per lei. Per chi altri sarebbe venuta fino a lì.  Un tram che passa di sotto fa vibrare i vetri e cigolare le ante. Come quando si stava in viale Bligny. La ragazza si allontana per parlare al telefono, dicendo «Lo chiamo, lo avverto che sei arrivata. È in studio, è spesso in studio ultimamente». La giovane donna cerca di restare in ascolto, vuole sentire il tono della telefonata, vuole capire. Poi si rende conto che no, non sentirà nulla, del resto non sono più fatti suoi. E torna a guardare verso la linea …

PERDIDA REINA – mi sono fatta un giro nelLa Festa Nera di Violetta Bellocchio

mi sono fatta un giro nella Festa Nera di Violetta Bellocchio (testo e foto: Lulu Withheld – soundtrack: Vater by Soap&Skin) Lo sapevo e non lo sapevo. Il dolore è l’unica cosa vera che ci è rimasta.   Io questa storia me la sono dovuta scollare di dosso piano lentamente con le mani le dita la pelle, prima di potere dire di esserne uscita illesa. Perché. Perché questa è una storia in cui ci si scivola dentro (a fondo) senza volerlo. È una crepa, questa storia. E quando si decide di cadere in uno squarcio bisogna essere pronti a perdercisi e a segnare il passo come Hänsel e Gretel per poi potersene tornare indietro. Riavvolgere il nastro fino all’inizio. Mettere di nuovo in play. Guardare il girato. Lo vuoi vedere? Lo vuoi davvero vedere?  C’è una crepa in tutte le cose.  Violetta Bellocchio scrive un ritratto di tre filmaker come se fosse un vecchio video in VHS riversato in digitale, una specie di artefatto contemporaneo simultaneo per raccontare un distopico futuro che è già in fieri. …

La Casa Vuota – mi sono fatta un giro tra le foto di Stefano Usberghi.

La Casa Vuota – mi sono fatta un giro tra le foto di Stefano Usberghi.

Che molte delle foto di Stefano Usberghi mi piacciano è un dato di fatto. Che questo suo piccolo progetto “La casa vuota” mi colpisse al cuore non è una cosa scontata. Quando me lo ha spedito, via e-mail, ho guardato queste fotografie e mi è venuto tipo da piangere. Una specie di viaggio a ritroso, empaticamente possibile, che solo la fotografia permette di fare. E la sapiente alchimia di Stefano. Ho deciso di fargli qualche domanda, sul suo lavoro in generale e su questo progetto, che mi ha davvero molto emozionato. Stefano Usberghi è un Direttore della Fotografia classe 1984. Fotografia statica e in movimento per lui sono parte dello stesso percorso di ricerca, scatta lavorando in pellicola su piccolo e medio formato. Quando hai iniziato? Da ragazzino suonavo in una band punk hc. Purtroppo non c’è molto materiale di quel periodo fine anni ’90 a Roma. C’erano un sacco di punk, di skin girl, di mods, di skaters. Avevo una telecamera mini DV, che girava immagini di scarsa qualità, ma al contempo molto affascinanti. …

Kodak Portra 400 [keyframe *18032018]

Kodak Portra 400 [keyframe *18042018]

Ci sei tu. Sei dentro la vasca. Un po’ di schiuma ti si è incollata sui capelli e sulla barba. Mi viene da sorridere per la dolcezza dell’attimo. La porta è rimasta aperta e un po’ ti si intravede. Quel che basta. La luce è di un giallo slavato, il bianco riflette il blu del giorno. Sei pensieroso, oggi. Poi un rumore, un pensiero eccolo ti domina e ti alzi di scatto, l’acqua sul tuo corpo. La schiuma che scende. Lo specchio alle tue spalle rimanda un te stesso. Che guardo. Che guardi. I tatuaggi, i peli, il corpo. Un piede dentro, uno fuori. Rischi di scivolare, quasi di una tenerezza comica. Cerchi il telefono. E rispondi. Bagnato, rispondi. L’immagine dopo sei tu. Stai sbirciando da dietro un vetro, le persone. Il vetro non è perfettamente pulito e getta ombre sul tuo viso. Curioso questo gioco di luci e ombre. Ti somiglia. Sei in pausa. In realtà non le guardi neanche, sei lontano anni luce da quelle persone. Stai pensando ad altro, perché in quei …

“Fuck Me” – by Josh Kern

“Fuck Me” – by Josh Kern

  200 pagine di fotografie e appunti Qualche tempo fa mi sono imbattuta in un autoritratto allo specchio di questo giovane e talentuoso fotografo tedesco. La foto, in sé e per sé, è molto simile a tante altre che si vedono in giro. Ma poi si guardano le altre sue foto. E ci si accorge che tutte (o quasi) compongono un diario, visivo, di un ex-adolescente che piano sta entrando nell’età adulta. Nelle altre foto ci sono i suoi amici di sempre, la sua fidanzata (o almeno credo), i suoi momenti in bilico di quell’età incerta. Sperduta e arrogante. Ma più di ogni altra cosa, nelle sue foto, ci sono i sentimenti. C’è il suo punto di vista, a volte vulnerabile a volte cazzone. C’è lui, con tutta la sua passione quella che si ha in quel momento preciso della propria vita, che racconta per filo e per segno gli attimi, i suoi, quelli che alla fine sommati uno dopo l’altro compongono le esistenze. Non sono attimi significativi, presi uno per uno. Non lo sono …