Author: cristinarizziguelfi.wordpress.com

Perché la fatina dei denti, nella realtà, è un bracconiere.

Perché la fatina dei denti, nella realtà, è un bracconiere.

  Le si vede sempre passare baldanzose e lambire gli orditi su tavolini marmorei, serrare gli usci delle sala di posa solo per il piacere di ascoltarsi o godere delle dita delle truccatrici preordinate a stagnare sudore e lucidità. In quei boudoir di facciata, abita una varietà inesauribile di irreali realtà. Il salotto è un pannello, gli scaffali hanno volumi finti, l’acquazzone alle finestre ha origine da una macchina, eppure, a volte, i capelli sono veri, creati solo per loro, veri come le mani delle sartine. Quelle che si angosciano sul serio per le allacciature non funzionanti. Gli autografi sono autentici: inchiostro su ricevute della spesa, inchiostro su fogli di quaderni strappati, sul retro di libretti di risparmio, inchiostro sulle mani. Ed esistono cose, dentro quegli studi, che sono sode e concrete più delle mensole dei truccatori, più essenziali dell’acqua gasata di marca. Esiste una realtà, magari riscaldata, che corrisponde ad una distorta idea di bello. Quella musichetta che inquadra il viso dei personaggi principali in aureole colorate, una canzoncina che agisce da sveglia per i …

In ordine sparso.

© Cristina Rizzi Guelfi - In ordine sparso - Racconti di Ringhiera

Ci sono persone che vanno viste con la mente per capire. Lei dovete immaginarla con un paltò scarlatto e le galosce da pioggia intervallata da quadratini di cartone color cioccolata di nastro adesivo. Ma quest’immagine è solo una panoramica, che rende giustizia solo a uno sguardo dato in cima a un piccolo aeromobile graffiato di blu. Lei sembrava vivere in un plastico di ciliegio. Medicava le sue incompletezze con affetto certosino. Nettava le seggiole e ricollocava le tavole di legno con calma e concentrazione. Il disordine nella sua testa e l’ordine intorno a sé. Si spostava nella sua tana come un ragno d’appartamento con una scrupolosità rallentata, un senso di già visto, una dimissione solerte. Quando raccoglieva le polveri, pareva un levare nutrimento alle cose: alle reni dei libri, alle zampe degli scrittoi, alle sue teste di lume. Si spingeva nel mondo con la quiete degli influenzati, la coscienza della transitorietà e la gravità di un collo greve. In cambio poteva vantare la clemenza per i contorni, il non lamentarsi per poco, la transitorietà delle …

[Surreale. Senza parole grosse e punti esclamativi. Drammaticamente notturno]

[…] Racconterò la vera storia di una donna paranoica innamorata di una carriola che riveste successivamente tutti gli attributi della persona amata, il cui cadavere è stato a suo tempo trasportato su di essa. Finalmente, la carriola si reincarnerà e diventerà carne. Per questo il mio film si intitolerà La carriola di carne. Raffinati o no, tutti gli spettatori saranno obbligati a partecipare al mio delirio feticista, perchè si tratta di un caso rigorosamente vero che sarà narrato come nessun documentario saprebbe fare. […] Salvador Dalì, DIARIO DI UN GENIO. Bisognerebbe avere quella tolleranza metodologia delle vecchie abbigliate di nero, per piegare i foulard notturni umidi di incubi con la forma delle macchie di Rorschach e la consistenza dei film di Terence Fisher. Sospesa dentro le parabole e i lembi di una pompa di benzina. Le luci al neon rotte. Lampeggiano. Mi verrebbe da ridere anche adesso per il ricordo di uno di quei film di omicidi e cellophane. Indosso nella mente una parola e poi un’altra. [servirebbe un coro in lontananza o un déjà-vu, ma …