Author: Redazione

A quiet life

Cara Casadiringhiera, è mezzanotte circa e sono un tutt’uno con il divano del mio soggiorno. La mano sinistra sulla pancia. La destra invece è senza forza alcuna, poggiata sul cuscino di fianco a me. Cinge il telecomando. È una notte complicata. Tumultuosa. Non ho voglia di dormire e darei fino all’ultimo dei pochi euro che ho nel portafogli, per evitare di chiudere gli occhi. Sono fortunato, cara Casadiringhiera. Su Rai 4 sta iniziando un film. Un film che non conosco. Un film che però mi cattura già dal primo fotogramma. È la storia di Rosario, pentito di camorra, scappato in anonimato in Germania. Rosario ama il silenzio. Soprattutto quello della foresta nella quale vive e gestisce un ristorante-albergo. La sua quiete ed i suoi silenzi mi rapiscono. Mi spengono tanto che ad un certo punto le mie orecchie odono i suoni provenienti dalla tv, in maniera ovattata. Come se il rumore degli altoparlanti fosse mediato dal silenzio dell’appartamento nel quale mi trovo, sommato ai silenzi della foresta di Rosario. Lo stacco pubblicitario che arriva a …

Grigio notte

È quasi notte e piove. Piove sempre in questa città grigia che non è la mia. E ho sbagliato scarpe, me ne accorgo solo adesso che sento l’umidità salirmi su per tutto il corpo. Aspetto il tram, l’ultima corsa. Una serata fuori, con le solite persone, con le scarpe sbagliate e piove. Mentre aspetto mi accendo una sigaretta, che a quest’ora è sempre l’ultima rimasta nel pacchetto. Osservo le goccioline d’acqua scendere sul plexiglas della pensilina, su una pubblicità sbiadita di non so che cosa e su una scritta lasciata da qualcuno, che si intravede appena, il silenzio c’è. Sorrido, è come “Dio c’è”, penso. Ecco arriva il tram, mi piove sulla testa quando salgo, l’autista borbotta qualcosa su questo tempo “che non perdona”, annuisco e mi siedo. Tram vuoto e autista assonnato. Qualche fermata dopo, sale un altro viaggiatore, in questa notte grigia e senza scampo. Resta in piedi, il Viaggiatore, e incrociamo lo sguardo, inevitabilmente. Lui ha gli occhi grigi, mi sembrano grigi, in questa notte infinita e senza colore. È un attimo, solo un interminabile momento. …

Il Libro delle Bugie

il Libro delle Bugie Il libro delle Bugie è, finalmente, pronto. Purtroppo questa settimana abbiamo avuto qualche intoppo, di natura tecnica e pratica, ma ci siamo riuscite comunque. Questo Librino contiene una selezione di contributi che ci sono arrivati durante la settimana delle BUGIE. Dentro ci sono Bugie con le gambe corte, Bugie infantili, Bugie come macigni, Bugie come menzogne, Bugie bianche. Questo il nostro Libro delle BUGIE*. *(Lo puoi vedere e scaricare e conservare e condividere).  

La casa sul faro

Foto di Sara Mignogna Eppure sembrava tutto così maledettamente vero. Intere giornate di pioggia buttati nel letto a disquisire sul futuro, a progettare la casa sullo scoglio vicino al faro così, dicevi, prima o poi una sera avremmo potuto assistere a qualche salvataggio di navi e dare soccorso ai naviganti offrendogli un tè fumante, il nostro preferito. Viaggi programmati alla perfezione: un anno una meta scelta da te e quello successivo da me. Estati, invece, da trascorrere in casa. Tanto il mare lo avevamo già! Ma è arrivato l’ennesimo inverno e continuo a restare solo io nella resa di un’assenza che è ancora mistero e nostalgia, e le tue tante, innumerevoli, inconcludenti parole. Testo e foto di Sara Mignogna

La confessione

Bugie e mentire son le cose che faccio più spesso. Non con gli altri ma con me stesso. Per esempio sto mentendo anche in questo momento e te, cara casadiringhiera, devi perdonarmi. Dunque sono un auto-mentitore seriale. Di quelli che le cose le han fin troppo chiare e proprio per colpa di questa chiarezza, son costretti a mentire per chiudere gli occhi la sera. Non faccio male a nessuno. A volte nemmeno a me stesso. Mentire serve. E chi lo nega è ipocrita. Anzi, un bugiardo. Come me. Ho iniziato quando da piccolo mi costringevano ad andare a confessarmi. Io non avevo nulla da dire al prete. E dopo 5 minuti di “esame di coscienza” decisi che mentire dicendo di aver detto qualche bugia, poteva essere il giusto argomento per impegnare il tempo che va dal preambolo iniziale all’assegnazione della penitenza e del perdono. Col senno di poi avrei potuto abbracciare il prete come Danielino con don Salvatore Conte e prendermi il perdono in quel modo. Uno start del genere comunque non avrebbe potuto portarmi …

La Salvaguardia del Sé

  Non penso di essere mai stato pienamente sincero. Non ho mai avuto il coraggio di raccontare la realtà perché confrontarmi con la fantasia era molto più facile. Quando stavo dietro i banchi di scuola credevo a tutto ciò che la maestra diceva, dalla sua bocca le parole risulta- vano molto credibili e io non ero così sveglio da smontarle. Dal giorno in cui le cifre sulla mia torta di compleanno divennero due, qualcosa in me cambiò, una sorta di consapevolezza mi vestì con abiti nuovi, che puzzavano di domande strane, di bugie un po’ meno minuscole, di paure. Quindi man mano che crescevo mi rendevo conto che quei vestiti pesavano e mi cambiavano la forma del corpo, persino la mia mente cominciava a pensare a cose diverse, a cose più tristi; non avevo il privilegio di essere differente, ero proprio come tutti gli altri, solo che non lo sapevo. Mentre l’adolescenza sfumava via dalla mia vita e la predisposizione all’insi- curezza si stabilizzava all’interno, adop- eravo strategie per modificare un po’ quello che era …

Questo non è un addio, solo un arrivederci

Il solstizio d’estate è passato da appena due giorni. Con l’inizio della bella stagione è necessario rigenerare le cose intorno a se stessi. Si parla spesso delle pulizie di primavera, ma a quelle estive ci pensa mai qualcuno? Casa di Ringhiera è sempre stato un posto accogliente, di condivisione e coesione. Al momento però c’è bisogno di esplorare altre realtà, di cambiare la visione d’insieme, di realizzare altri progetti. Vi garantisco che non è un addio, solo un arrivederci. Il mondo al di fuori di Casa di Ringhiera è vario, perciò cercheremo di girovagare il più possibile per potervi raccontare cosa c’è là fuori. Chiudiamo la porta d’ingresso e vi lasciamo questo biglietto un po’ per scusarci di non aver risposto al citofono, al telefono, alle mail, ai vostri segnali di fumo. Tutto ciò è strettamente necessario, ma prima o poi torneremo carichi, sperando che sarete lì quando daremo il party di bentornato al nostro piccolo mag. Voi però non smettete di scriverci, l’indirizzo è sempre lo stesso. Torneremo a sorpresa, magari vi spaventeremo, oppure …

I racconti del tablet

Qui di seguito l’elenco dei racconti che compongono I Racconti del Tablet di Francesco Tacconi, che non smetteremo mai di ringraziare.   I Racconti del Tablet di Francesco Tacconi ci hanno accompagnato dallo scorso ottobre fino agli inizi di questo aprile stracolmo di polline e insetti svolazzanti. Ogni settimana abbiamo pubblicato un racconto, dando vita ad un appuntamento fisso che vedeva coinvolti i lunedì presi di mira dalla depressione più profonda che solo un giorno come questo riesce a creare. La pazienza dell’autore, le scadenze e le bozze lasciate in attesa della giusta impaginazione, sono stati gli ingredienti fondamentali di questo periodo costeggiato da perenni punti di domanda. «Sbaglio qualcosa?», «qualcuno ci leggerà mai?», «va bene la bozza?» e via discorrendo. Un’insicurezza così stabile tale da sputare fuori una sorta di prova del nove, uno stratagemma che mostrasse ai nostri occhi le conseguenze dell’esserci spinti oltre la soglia del consentito. Consapevoli dei tempi e delle mode, abbiamo scelto ugualmente di osare, arrivando a creare un vero sodalizio tra editor e autore fatto di chat e emoji. Uno di quei legami che senti …