Author: Redazione

#BurningMan2018

Casa di Ringhiera - #BurningMan2018

#BurningMan2018 Eccolo, il tag più cliccato e utilizzato della settimana. Ci siamo segnati la data per l’anno prossimo: dal 25 agosto al 2 settembre 2019 anche noi di Casa di Ringhiera faremo un giretto nel deserto. Al prossimo Burning Man.  Per quest’anno ci siamo accontentati di guardare le tantissime, nonché mozzafiato, foto che girano online. Ne abbiamo scelta qualcuna su Instagram, per la nostra #casadiringhieraselection del sabato. 

our Summer of Love

Casa di Ringhiera - Our summer of Love - ciao siamo in ferie

Cari frequentatori abituali (e non) di Casa di Ringhiera, è arrivato il momento (anche per noi) di andare in vacanza, o almeno qualcosa di molto simile all’idea di vacanza. Che per me, in questo momento, significa mare sole sabbia musica erba sotto i piedi e sigarette in piena notte e nessun vestito oltre al costume da bagno. Niente computer né mail né messaggi di lavoro. Ci si rivede a fine agosto. Sotto un qualche acquazzone di fine estate. Baci. [Ovviamente stiamo già lavorando a un nuovo progetto. Ve ne parleremo al nostro rientro. Siamo certi che vi piacerà].

Come la neve.

Come la neve

[di Andrea Vincent Lupino]   Come la neve. Presi una bottiglia vuota dal pavimento e la scaraventai con forza contro uno di quei muri. Ed eccoli là. Frammenti di vetro. La mia mente. Avrei voluto raccogliere tutti quei pezzettini per poi stringerli forte tra le mie mani. Avrei voluto rotolarmici sopra, nudo, e ferirmi fino a dissanguarmi, volevo nutrire col sangue quel pavimento di legno che mi pareva così arido, così secco. Mi misi a piangere. Avrei dovuto fare qualcosa ma non sapevo cosa, avrei dovuto pulire, rispettare quel posto che mi aveva accolto solo un anno prima. Fino a quel momento avevo sempre amato Bruxelles, anche se pioveva fin troppo di frequente, ma ora era come se mi trovassi in un quadro strappato raffigurante una qualche apocalisse nucleare. Andai in bagno e iniziai a vomitare.   E Sara aveva ragione. Avrei dovuto cambiare la puntina del mio giradischi. Ormai non le contavo nemmeno più le volte in cui me lo aveva ripetuto. Sara che era proprietaria della galleria d’arte a dieci minuti da casa …

Lilah

You’re the night, Lilah A little girl lost in the woods You’re a folktale The unexplainable You’re a bedtime story The one that keeps the curtains closed I hope you’re waiting for me ’Cause I can’t make it on my own I can’t make it on my own (Morphine “The Night”) Nel silenzio straripante di solitudine di questo bar vedo una coppia al tavolo di fronte che estrae il cellulare dalla tasca della giacca. In contemporanea, quasi in sincrono. Quasi fosse un gesto preparato da tempo. Tanto tempo. Da quando han proibito di fumare nei locali, lo smartphone ha sostituito la sigaretta. Che i silenzi possano mettere a disagio lo dicevano anche in Pulp Fiction. John Travolta e Uma Thurman seduti al tavolo del Jack Rabbit Slim’s. Ed eccolo lì. Il disagio. L’argomento di conversazione che proprio non arriva. Panico. L’ansia di dover dire per forza qualcosa. Non posso fumare qua dentro allora tiro fuori lo smartphone. E li vedo ridere. Cosa che pochi attimi prima nessuno dei due faceva. Quando lo spirito è così digitale, …