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Racconti di Ringhiera

Animali rari

Encounters with Unexpected Animals è un racconto di Bret Anthony Johnston apparso sul magazine Esquire nel marzo 2012. Quella che segue è una traduzione di Mariateresa Pazienza. Nel mese di giugno è uscito per Einaudi Ricordami così, romanzo d’esordio dello scrittore americano tradotto da Federica AcetoNel 2013 è stato presentato al NY Shorts Fest un cortometraggio tratto dal racconto di Johnston diretto da Scott Kalberer.

Lambright aveva sorpreso tutti offrendosi di riaccompagnare a casa la fidanzata di suo figlio. La ragazza aveva quasi diciassette anni, due in più di Robbie. Aveva lasciato la scuola e la sua patente al momento era sospesa. Non godeva di una buona reputazione e aveva un codice a barre tatuato sul collo. Lambright a volte lo intravedeva quando i suoi capelli verdi erano raccolti in una coda di cavallo. Era stata ospite per cena quella sera e, sebbene si fosse offerta volontaria di aiutare Robbie e sua madre a lavare i piatti, Lambright disse che sarebbe stato meglio riaccompagnarla, essendoci scuola il giorno dopo. Sapeva che avrebbe fatto piacere a sua moglie e a suo figlio concedere alla ragazza un’altra possibilità.

Mentre guidava, Lambright pensò che la luna sembrava un’impronta digitale impressa nel gesso. Andarono verso sud sulla Airline Road. Dopo un paio di miglia avrebbe girato verso destra, a Saratoga, per poi salire per Everhart e infine entrare a Kings Crossing, la ripartizione con stagni e impianti di irrigazione. A cena, Robbie e la ragazza avevano raccontato di quella volta in cui avevano giocato a nascondino al golf club abbandonato. Nascondino, adesso è così che lo chiamate?, pensò Lambright. Dopo cominciarono a parlare della vita selvaggia. La ragazza, una volta, aveva visto un macaco blu e dorato in una macchina, sul poggiatesta del sedile del passeggero. Un’altra volta, in un pascolo nella valle di Rio Grande, aveva notato delle zebre che pascolavano tra il bestiame. Robbie poi raccontò della visita a quello strano quartiere di San Antonio in cui viveva un branco di pavoni. Questo portò la ragazza a confessare il desiderio di volersi tatuare un ventaglio di piume di pavone sul fondo schiena. Voleva anche incidersi un bicchiere gigante, su cui avrebbe torreggiato la scritta FIX ME.

Lambright non riusciva a capire cosa vedesse in suo figlio. Fino al momento in cui la ragazza era apparsa nelle loro vite, Robbie aveva poster di supereroi attaccati in camera e una flotta di modellini di aeroplani sospesi sul soffitto con del filo da pesca. In realtà Lambright era da tempo scettico riguardo la camera di suo figlio. Credeva fosse troppo infantile, cosa che faceva comprendere molto sul suo essere senza carattere. Adesso i muri erano a righe e tutto ciò che restava della flotta aerea erano i fili che pendevano dal soffitto.

Due settimane prima, una delle collane di sua moglie era sparita. La settimana precedente, una confezione di ansiolitici. Poi nel fine settimana li aveva beccati con una fiaschetta di whiskey in giardino. Lei era andata a cena per farsi perdonare.

C’era poco traffico. Quando si fermò all’incrocio tra la Airline e Saratoga, gli unici fari che vide erano molto lontani, come boe di salvataggio nella baia. Il segnale di svolta suonò. Lo esaminò, poi lo spense. Accelerò verso Saratoga.

“Dovevamo svoltare”

“Prenderemo la panoramica, faremo un giro.” disse lui.

Ma non fu così. C’era solo un leggero brusio delle gomme sull’asfalto, il rumore del pick-up che spingeva il vento. Lambright non aveva contribuito per niente alla discussione sugli animali, ma ora stava considerando di accennare a ciò che aveva letto poco prima e di come i nidi dell’aquila calva fossero spesso stretti con i collari dei gatti e i campanellini e le targhette degli animali scomparsi. Lui stava in silenzio. Ora erano fuori alla stalla dei cavalli. L’aria sapeva di erba medica e letame.

La ragazza disse “Non sapevo che si arrivasse anche così a Kings Crossing.”

Attraversarono lo stretto ponte su Oso Creek, poi giunsero in una radura, un passaggio di argilla e boscaglia irregolare.

Lui accostò. La calce produsse un suono metallico contro il telaio del pick-up. Spense i fari, e la boscaglia intorno si fece argentea, mentre era rivolta verso la luna. Erano oltre i confini cittadini, a diverse miglia dal posto in cui la ragazza viveva. Spense il motore.

“So che ha dei dubbi su di me. So di non essere -”

“Lascialo andare,” disse Lambright.

“Come, prego?”

“Hai una settimana di tempo, gli dirai che hai qualcun altro.”

I suoi occhi scrutavano la notte attraverso il finestrino. Forse stava cercando di orientarsi, oppure calcolava quanto fossero lontani. Le mucche muggivano nel buio. Disse, “Io amo Rob — ”

“Sei carina. Ci sei già passata. E starai bene. Ma non con lui.”

La luna di gesso si nascondeva dietro le nuvole. Il vento colpiva il pick-up e sollevava la puzza del ruscello salmastro. La ragazza si mangiucchiava le cuticole, questo la faceva sembrare docile.

“C’è qualcosa che posso dire? O qualcosa che vuole sentire?”

“Puoi dire che lo lascerai,” disse Lambright. “E vorrei avere la tua parola su questa storia.”

“E se non lo faccio, mi lascerà sul ciglio della strada?”

“Ne stiamo solo parlando. Stiamo sistemando un problema.”

“Oppure mi picchierà e mi butterà nel ruscello?”

“Sei troppo per lui.”

“E quindi se non lo scarico, cosa farà? Mi violenterà? Mi ucciderà? Mi seppellirà sotto una duna?”

“Lisa”, disse lui con tono piacevolmente superiore. Gli piaceva che la sua voce risuonasse come quella di un padre.

Un’altra folata di vento soffiò, rigida e secca, producendo un fruscio tra gli alberi. Sembrava che tremassero di freddo. Una nuvola bassa si dispiegò all’orizzonte. Le mucche erano silenziose.

“Sa, io vedo come mi guarda”, disse lei avvicinandosi a Lambright. Sganciò la cintura di sicurezza e il rumore nel pick-up fu impressionante. Lui diede uno sguardo nello specchietto retrovisore, non c’era nessuno. Lei si avvicinò di un centimetro. Due. Tre. Lui sentiva l’odore di lavanda. Erano forse i suoi capelli oppure la sua pelle. “Lo vedono tutti. Nessuno rimarrebbe sorpreso dal fatto che mi abbia portato qui.”

“Ti sto solo chiedendo di allontanarti da mio figlio.”

“Nel bel mezzo della notte. In mezzo al nulla.”

“Non c’è alcun mistero qui”, disse Lambright.

“Che sciocco”, disse lei.

“Come, prego?”

“Lei è uno sciocco. Il mistero ci circonda. Capre sugli alberi. Macachi nelle macchine.”

Lambright pensò che questo era troppo. Girò la chiave d’accensione, poi accese i fari.

“Un uomo che porta la fidanza minorenne di suo figlio in un posto sperduto. Questo è decisamente misterioso.”

“Lascialo in pace”, disse lui.

“Una ragazza che scappa dal suo pick-up e torna a casa sporca e in lacrime. Cosa potrebbe mai dire ai suoi genitori? E al suo ragazzo? E alla moglie depressa dell’uomo?”

“Lascialo stare! Ecco il punto di questa conversazione.”

“Chiamerà la polizia? Forse troveranno un collegamento tra l’argilla sotto le scarpe della ragazza e quella sotto le ruote del suo pick-up.”

“Lisa-”

“Oppure lei terrà tutto per sé? Forse sarà qualcosa che entrambi ricorderanno quando si vedranno. Magari quando suo figlio si sposerà, quando nasceranno i suoi nipotini. Questi sono i misteri della fede, signor Lambright.”

“Lisa, parliamoci chiaramente”, disse lui.

Ma lei era già fuori dal pick-up e correva verso il pontile. Sfrecciò tra i cespugli e discese oltre l’argine. Lambright era scioccato dalla languida rapidità con cui lei attraversava la terra. Il sangue gli si raggelò nelle vene, come se avesse sterzato bruscamente per evitare qualcosa sulla strada e il suo pick-up avesse sbandato a uno stop. Non aveva ancora capito se era ferito, o se il mondo era cambiato. La portiera al lato del passeggero era aperta, la luce bruciava. La ragazza saltò dall’altra parte del pontile e fuggì. Tagliava la strada avanti e indietro. Lui la vedeva come un animale che cercava di evitare accuratamente, una creatura pericolosa che avrebbe raccontato tutto a Robbie una volta a casa. Ma i suoi movimenti gli ricordavano le gocce d’acqua tra i ciottoli. Ebbe una sensazione fluttuante, un curioso sentimento che lo fece sentire come se fosse nato sulle onde o nell’aria. Sapeva che quello era l’inizio di qualcosa, anche se in quel momento non sapeva bene di cosa si trattasse.

Di Mariateresa Pazienza

Fa la sua prima apparizione poco dopo la caduta del Berliner Mauer. Scrive racconti a tempo perso, studia la luce naturale ogni giorno e crede nell’importanza dell’auto-consapevolezza.

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