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Racconti di Ringhiera

A quiet life


Cara Casadiringhiera,

è mezzanotte circa e sono un tutt’uno con il divano del mio soggiorno. La mano sinistra sulla pancia. La destra invece è senza forza alcuna, poggiata sul cuscino di fianco a me. Cinge il telecomando. È una notte complicata. Tumultuosa. Non ho voglia di dormire e darei fino all’ultimo dei pochi euro che ho nel portafogli, per evitare di chiudere gli occhi.

Sono fortunato, cara Casadiringhiera. Su Rai 4 sta iniziando un film. Un film che non conosco. Un film che però mi cattura già dal primo fotogramma.

È la storia di Rosario, pentito di camorra, scappato in anonimato in Germania. Rosario ama il silenzio. Soprattutto quello della foresta nella quale vive e gestisce un ristorante-albergo. La sua quiete ed i suoi silenzi mi rapiscono. Mi spengono tanto che ad un certo punto le mie orecchie odono i suoni provenienti dalla tv, in maniera ovattata. Come se il rumore degli altoparlanti fosse mediato dal silenzio dell’appartamento nel quale mi trovo, sommato ai silenzi della foresta di Rosario.

Lo stacco pubblicitario che arriva a più di metà film mi costringe a muovermi. Il divano scricchiola ed i miei timpani ne colgono il suono, smorzato e differente dal solito. Mi verso 2 dita di whiskey giapponese e ritorno dov’ero prima. Stessa posizione. Solo che questa volta chiedo alla mia mano sinistra, in combutta con la mia pancia da palestrato mancato, di sorreggere il bicchiere a forma di mela nel quale ho versato il mio unico vizio.

Rieccolo Rosario. Le cose per lui sono cambiate. Ora alle calcagna ha la camorra che lo ha trovato. Rosario ora sta fuggendo. La quiete della foresta ed il silenzio della prima ora sembra ormai un lontano ricordo.

Manca poco alla sua salvezza definitiva ed io sento che il film sta per finire. La scena successiva me lo conferma.

Rosario è in un pullman in partenza dall’autostazione di una anonima cittadina tedesca, verso la più metropolita Amburgo. Rosario sta per ricominciare da capo. Una vita tranquilla. A quiet life.

Teho Teardo bagna i titoli di coda con un pezzo che fa vibrare la mia anima.

Sono le due circa di una notte che avrei voluto passare con gli occhi aperti ed è successo ciò che mai avrei pensato. Un film, il silenzio del mio appartamento ed un distillato di provenienza nipponica, sono riusciti a calmarmi. Ora ho sonno. Ora ho voglia di dormire. Ora la mia anima è tranquilla.

Il flashback è quasi terminato cara Casadiringhiera. Dico quasi, perchè vale la pena di dirti che sono in viaggio anch’io, come Rosario, in questo preciso istante, a bordo di un pullman che punta verso Roma. La più metropolita delle città italiane. Anche questa, mia amica immaginaria, è una notte complicata. Ma questa volta non c’è alcuna tv, non c’è alcun divano, non c’è alcun whiskey. Solo il silenzio di un pullman semi vuoto con passeggeri addormentati, che sto per violentare con il pezzo che segue

(A quiet life – Teho Teardo feat. Blixa Bargeld)

L’anonimo D1715

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